PERCHE' SCRIVO


 

 

 

 

 

 

 

"Fossi benedetta da un se pur limitato accesso alla mia mente, non ci sarebbe stato motivo per scrivere. Io scrivo proprio per tirar fuori quel che sto pensando, ciò che sto osservando, ciò che vedo e che cosa significa. Cosa desidero e cosa temo."

Joan Didion, Why I Write

 

"Eppure é questa la cosa meravigliosa, l'alchimia che si crea in ciò che facciamo: in un certo senso, nel momento in cui prendiamo in mano la penna, o la tastiera del computer, non siamo più vittime impotenti di tutto ciò che ci asserviva, o ci sminuiva, prima che cominciassimo a scrivere. Noi scriviamo, siamo molto fortunati. Il mondo non ci si chiude intorno, non diventa più angusto."


David Grossman, Con gli occhi del nemico

 

"C'é una cosa di cui il lavoro sociale oggi ha bisogno. Imparare a raccontare. Raccontare ciò che migliaia di professionisti fanno, per dare dignità a quel lavoro di tener dentro i bordi della cittadinanza che é alimento di democrazia. Raccontare le scommesse che ogni giorno si giocano in tanti servizi di questa nostra Italia, nell'incontro tra migliaia di uomini e donne che cercano insieme di far fronte alle difficoltà del vivere.

Raccontare, dunque. Ovvero saper mettere in parola la trama della realtà. Perché non prendere parola, oggi, é non esistere e soprattutto non fare esistere un'idea alternativa di convivenza sociale."

 

Animazione sociale

 

"Scrivere é uscire dalla Casalinghitudine. Credo che scrivere sia - fondamentalmente - un gesto d'apertura. Scrivere, raccontare é esporsi, é aprirsi all'interlocuzione con il mondo. Si scrive perchè si vuole comunicare con altri, esporre la propria visione delle cose, entrare in dialogo, confrontarsi. La casalinghitudine  è invece l'atteggiamento contrario: è un modo di stare nel proprio quotidiano secondo modalità chiuse e ripetitive. Per questo occorre uscire dalla casalinghitudine per scrivere e raccontare."

 

Franca Olivetti Manoukian

 

 

"Per un operatore sociale é fondamentale vedere le persone come storie e non come casi. Come suggerisce Oliver Sacks in Un antropologo su Marte: "Chiedetevi non quale malattia la persona abbia, ma piuttosto quale persona la malattia abbia". Riuscire a incontrare l'altro come storia, rinunciando a catalogarlo dentro letture pre-costituite, non è solo un modo per capire di più la sua condizione, ma anche per restituire dignità umana, sociale e politica alla sua vicenda. Perché troppo spesso nelle storie drammatiche che incontriamo come operatori sociali le persone si sentono figlie di un dio minore."

 

Milena Magnani

 

"Per gli operatori sociali scrivere contribuisce alla formazione di un pensiero sulle situazioni lavorative. Perché l'esperienza dello scrivere consente di fermare la realtà per ascoltare ciò che ha da dire. Consente di allontanarla per metterla a fuoco. Consente di metterla in parola per poterla trattenere e comunicare.

In questo senso scrivere permette di venire incontro a quel bisogno di riflessività spesso frustrato nelle economie delle pratiche professionali che, sottoposte come sono alla pressione delle urgenze e alla gestione delle esigenze organizzative, fanno della scrittura un'attività pur sempre rinviabile."

 

Mario Schermi