CHI SONO


Oliviero Motta è operatore sociale, cooperatore e giornalista pubblicista. Dal 1991 è impegnato professionalmente nel terzo settore: dopo vent’anni  nell’associazione milanese Comunità Nuova onlus, attualmente lavora nella cooperativa sociale Intrecci, promossa da Caritas Ambrosiana e aderente al Consorzio Farsi Prossimo di Milano.
E’ stato per sei anni Assessore ai Servizi sociali del Comune di Rho (MI), coordinatore del Tavolo per le Politiche sociali del Piano di zona e Presidente dell’Azienda speciale (Sercop) dei nove Comuni del rhodense.
Scrive per “Rocca” - quindicinale della Cittadella di Assisi - e per “Welfare Oggi”; collabora con il gruppo di esperti di politica sociale “LombardiaSociale.it”.
Il suo blog, www.gentedilato.it,  fa parte del network “RedattoreSociale.it”.







Per gli appassionati del genere, qualche nota biografica in più ;)

Sono nato a Merate, nella Brianza lecchese, il 28 ottobre 1965, nella stagione della grande Inter di Herrera; mi hanno preceduto i miei due fratelloni…entrambi milanisti!

Per scrivere questo profilo ho ripensato alle cose che davvero contano nella mia vita.
Ho rintracciato allora quattro fili rossi che, intrecciati nei modi più diversi, mi hanno condotto fin qua.
Il primo filo è quello che viene da più lontano, attraverso i miei genitori: sono le mie "radici", quello in cui credo.
Sono cresciuto, come quasi tutti allora, attraverso le esperienze del gruppo parrocchiale dei pari. Ma l’impegno volontario da adolescente si è intrecciato con l’inizio della lunga stagione di Carlo Maria Martini alla guida della Diocesi ambrosiana e questo ha segnato  il mio percorso di crescita umana.  
Poi c’è stato l’incontro con la comunità dei gesuiti di Villapizzone, un quartiere periferico di Milano; organizzano ogni anno delle settimane di studio in una casa vacanze a Selva di Val Gardena. Avevo appena superato la maturità (nel senso di diploma superiore) e a Selva ho conosciuto Laura, che oggi è mia moglie, e un certo modo, che è diventato molto personale e molto liberante, di interpretare le "radici".
E la mia vita non è stata proprio la stessa.
Oggi ho due figli, Samuele ed Eleonora, che da piccoli mi chiedevano cosa avessi voluto fare da grande. La risposta era facile: prima l’archeologo, poi, diciamo dai 15 in su, il giornalista.
E’ il secondo filo rosso: lo scrivere. Grazie alla prima esperienza di collaborazione con un periodico brianzolo, dall’88 sono giornalista pubblicista. Dopo la laurea in Scienze politiche ho collaborato con il mensile delle Acli “Azione sociale” e dal 1993 con “Rocca”, quindicinale della Cittadella d’Assisi.  Sulle pagine di “Rocca” curo dal 2000 una rubrica, “Terre di vetro”, che è il parente più prossimo di “Gente di lato”, blog nato nel settembre 2008 in collaborazione con l'agenzia giornalistica Redattore sociale. Collaboro anche con Welfare Oggi
Oggi più che mai credo nel valore - relazionale e terapeutico - dello scrivere.
Il terzo filo si chiama passione per l’impegno sociale e per il lavoro in gruppo. Ho cominciato con le Acli, dove ho svolto il mio servizio civile. Dei Giovani delle Acli sono stato coordinatore provinciale milanese e poi, negli anni 1991-1993, segretario nazionale. Da allora ho cominciato ad occuparmi  di politiche sociali, inclusione e terzo settore.
Dal ’94 al 2014 ho lavorato a Comunità nuova, l’associazione milanese fondata da don Gino Rigoldi, dal 2009 sono impegnato nella cooperativa sociale Intrecci, passando per il consorzio Cooperho. Dal 2015 curo anche la segreteria Caritas della Zona pastorale IV della Diocesi Ambrosiana.
Infine la politica, intesa come strumento d’impegno nella città degli uomini. Ho svolto il mio impegno pubblico nel Comune di Rho (MI), prima come consigliere comunale e poi, dal 2001 al 2007, come Assessore ai Servizi sociali e presidente del Tavolo rhodense per le Politiche sociali.
Nel 2007 sono stato presidente di Sercop, l'azienda speciale per i servizi alla persona dei nove Comuni del rhodense.
Ho avuto la fortuna e il dono di poter fare queste esperienze senza tessere di partito in tasca.
Questo, in pillole, sono io.
Per completare il quadro bisognerebbe raccontare di qualche altra passione: la storia contemporanea, il Palio di Siena, il risotto e le patate al forno… e più o meno ci sarebbe tutto.
Naturalmente tutto questo non sarebbe accaduto senza gli incontri con tante persone che mi hanno fatto crescere, mi sono stati amici e compagni di strada. A tutte queste persone va, ogni giorno, il mio pensiero riconoscente.
Oliviero Motta