giovedì 22 febbraio 2018

La strada delle galline

Guardi la sala ed è come avere davanti il mondo. Siamo in quindici appena, qua dentro, ma i volti e il colore della pelle, al primo sguardo, creano un effetto mappamondo che ti colpisce: Italia, Algeria, Afghanistan, Senegal, Somalia, e così via. Sta per partire il corso di formazione per i custodi e c’è tutta l’atmosfera sospesa e carica del primo giorno di scuola. Ma chi sono i custodi? Dove lavorano e che tipo di attività svolgono?
Sono domande che vengono naturali, perché si tratta di una delle figure più misconosciute, spesso poco più di una comparsa sul palcoscenico del welfare. Infatti, sapremmo più o meno descrivere chi è e cosa fa uno psicologo o un insegnante, avremmo probabilmente più difficoltà a tratteggiare i compiti di un educatore o di una mediatrice culturale; ma quando sentiamo parlare di custodi, la mente in genere sbanda tra immagini precostruite, come quella del custode notturno di uno stabile o del portiere di un condominio.

giovedì 8 febbraio 2018

Agorà

Più che una piazza, ricorda l’interno di una trattoria, o di un’osteria: tavoli rettangolari, sedie impagliate, tovaglie a quadri bianchi e rossi. Un ambiente accogliente, un tantino strapaese; tra di noi si scherza, ma sembra davvero di essere sul set di una delle trasmissioni di Giancarlo Magalli. E’ dunque in questa grande sala attrezzata che per la seconda volta in quattro mesi si raccolgono i cittadini protagonisti dei “laboratori di comunità”, diffusi in sei comuni del nostro distretto. A dispetto della location, questo convenire periodico ha un nome altisonante: Agorà.

mercoledì 24 gennaio 2018

Onda verde

Murphy e la sua legge questo pomeriggio non ci hanno fanno neanche un baffo. E infatti usciamo dall’incontro con passo leggero, come di chi ha trovato tutte le risposte; hai presente quando ti si dispiega davanti, del tutto inaspettata, l’onda verde dei semafori? Ecco: tutto liscio, che non pare neanche vero.
Siamo arrivati qui sospinti dall’esigenza di risolvere un problema molto concreto, sollecitati – come spesso accade – da uno dei tanti vincoli o richieste postdatate delle istituzioni con le quali lavoriamo. Capita, infatti, di avviare un servizio, un’attività e scoprire solo più tardi che ci sono richieste non esplicitate prima, pedanti adempimenti, vincoli burocratici, obblighi aggiuntivi a cui devi rispondere entro ieri, o l’altro ieri.

giovedì 11 gennaio 2018

Indovina chi viene a pranzo


“E’ un paese piccolo, cosa vuoi farci? A volte succede”. La prende bene Fabio, il volontario della Caritas che ha costruito con noi il percorso. Tutto sommato la prendiamo bene anche noi, soprattutto perché c’è poco da fare; effettivamente è un paese piccolo, mica siamo a Milano.
Ricordo che questa riflessione sul piccolo centro e sulle sue dinamiche l’abbiamo fatta anche al principio di tutto, quando la parrocchia locale non riusciva a trovare un immobile da mettere a disposizione dell’accoglienza diffusa per i richiedenti asilo. Capita, infatti, che le comunità locali non abbiano in proprietà appartamenti liberi e che i parrocchiani – nonostante gli accorati appelli dal pulpito - non si facciano avanti. Succede, soprattutto nei centri abitati di poche migliaia di anime, lontano dall’anonimato dell’hinterland, dove tutti si conoscono e il “rispetto umano” sovente prevale sul coraggio di esporsi, di metterci la faccia; e la seconda casa.

martedì 19 dicembre 2017

Il puzzle di una vita

Quando si organizza un incontro per commemorare una persona scomparsa da poco, il rischio di cadere nella retorica si apposta dietro l’angolo e ti aspetta al varco. Evitare di incensare e idealizzare è quasi impossibile.
Questo pomeriggio ci abbiamo tentato, assiepati in una delle sale del centro parrocchiale, per ricordare la presenza tra noi di don Gian Paolo: prete e vicario episcopale con la passione per i poveri e per le attività a loro favore. Lo schema è stato semplice: sette testimonianze di persone che lo hanno conosciuto, alternate alla lettura di suoi scritti per occasioni pubbliche.

mercoledì 6 dicembre 2017

La cattedra del té

Quando le ho sentite parlare mi è piaciuto molto lo stile: concreto, senza fronzoli. Poi sono andato a leggermi i testi e le ho apprezzate ancora di più. Loro sono operatrici e volontarie della Caritas di Bologna e la loro iniziativa ha un nome semplice: il Tè delle tre.

mercoledì 22 novembre 2017

Il rifugiato ideale

L’accoglienza diffusa di rifugiati nelle parrocchie è un’opportunità per fare conoscenza  con persone in carne ed ossa, che si possono guardare negli occhi. I piccoli numeri permettono infatti la costruzione di relazioni dirette e di progetti di accompagnamento e inclusione cuciti su misura. Per scoprire che – guarda un po’ – i rifugiati sono esattamente come noi. Un passaggio tutt’altro che scontato sia per chi pensa che siamo ormai invasi da un’orda dedita solo all’ozio e all’illegalità, ma anche per chi parte da un’idea romantica e idealista del rifugiato e quindi dell’esperienza dell’accoglienza.

giovedì 9 novembre 2017

Sono umile di mio

Alberto si avvicina all’ Emporio un po’ titubante. Sa che non siamo in orario d’apertura, e quindi scruta dalla vetrina per vedere se io sono già dentro. Il fisico asciutto, non troppo alto, uno sguardo diretto, di un azzurro limpidissimo.
All’interno si guarda attorno con l’occhiata del cliente abituale, di quello che viene a fare la spesa almeno ogni due settimane, e quindi conosce gli scaffali: pasta, sughi, pannolini, tonno, detersivi, scatolame, latte, biscotti,  carta igienica.