martedì 10 aprile 2018

Cosa sarà?

Lucio Dalla satura l’abitacolo con le note scanzonate e le parole profonde, come il mare. A volte ci vuole, questa radio a palla: per lasciare andare i pensieri, per mettere a fuoco qualche emozione sotto pelle; talvolta è proprio necessaria, anche se il semaforo si avvicina rapido e ti occhieggia col suo arancio vivo.

Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re, che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è; cosa sarà che ti porta a comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno, cosa sarà che ti strappa dal sogno”.

venerdì 30 marzo 2018

Invisibili

Sono stati per anni al centro della polemica politica, diventando – apparentemente – il problema principale della città. Hanno costituito l’“emergenza” per antonomasia, tenuta viva a colpi di campagne mediatiche sulla sicurezza, sgomberi a spirale e roboanti proclami degli amministratori di turno. Ora non se ne parla più. Da un lato chi amministra la città ha trovato vie più decenti e costruttive per affrontare il tema, dall’altro chi sta all’opposizione ha scoperto bacini più promettenti e consistenti per alimentare la propria retorica. E così i rom sono spariti dalla scena; ma sono effettivamente scomparsi o si sono solo sottratti ai riflettori? A questa domanda ha risposto recentemente una ricerca promossa dell’Università Bicocca di Milano e dall’unità mobile dell’Osservatorio Rom di Caritas Ambrosiana.

mercoledì 21 marzo 2018

Tralignamenti

Tralignamento: ecco la parola giusta. Me la porge nebbioso e indolente il commissario Adamsberg, dalle pagine dell’ultimo libro di Fred Vargas. Tra un morso di ragno e dieci misteriosi omicidi da risolvere, il commissario deve anche affrontare e tener testa al tralignamento del suo braccio destro, il comandante Danglard.

giovedì 8 marzo 2018

Dal desiderio al progetto

Le testimonianze di chi ha sperimentato i “laboratori di comunità” mi colpiscono per un aspetto ricorrente: il passaggio dal desiderio di fare qualcosa di bello e utile insieme agli altri, alla realizzazione concreta. Ecco alcune delle voci raccolte: “Mi sento una privilegiata ad avere qui qualcosa del genere, penso sia una cosa piuttosto insolita. Vivevo a Milano e non ci si conosceva nemmeno tra vicini di casa. Ora l’idea di mettere insieme la comunità, di avere uno spazio disponibile dove ognuno possa esprimere il desiderio di fare qualcosa insieme, credo sia molto bello, sia un’opportunità”.

giovedì 22 febbraio 2018

La strada delle galline

Guardi la sala ed è come avere davanti il mondo. Siamo in quindici appena, qua dentro, ma i volti e il colore della pelle, al primo sguardo, creano un effetto mappamondo che ti colpisce: Italia, Algeria, Afghanistan, Senegal, Somalia, e così via. Sta per partire il corso di formazione per i custodi e c’è tutta l’atmosfera sospesa e carica del primo giorno di scuola. Ma chi sono i custodi? Dove lavorano e che tipo di attività svolgono?
Sono domande che vengono naturali, perché si tratta di una delle figure più misconosciute, spesso poco più di una comparsa sul palcoscenico del welfare. Infatti, sapremmo più o meno descrivere chi è e cosa fa uno psicologo o un insegnante, avremmo probabilmente più difficoltà a tratteggiare i compiti di un educatore o di una mediatrice culturale; ma quando sentiamo parlare di custodi, la mente in genere sbanda tra immagini precostruite, come quella del custode notturno di uno stabile o del portiere di un condominio.

giovedì 8 febbraio 2018

Agorà

Più che una piazza, ricorda l’interno di una trattoria, o di un’osteria: tavoli rettangolari, sedie impagliate, tovaglie a quadri bianchi e rossi. Un ambiente accogliente, un tantino strapaese; tra di noi si scherza, ma sembra davvero di essere sul set di una delle trasmissioni di Giancarlo Magalli. E’ dunque in questa grande sala attrezzata che per la seconda volta in quattro mesi si raccolgono i cittadini protagonisti dei “laboratori di comunità”, diffusi in sei comuni del nostro distretto. A dispetto della location, questo convenire periodico ha un nome altisonante: Agorà.

mercoledì 24 gennaio 2018

Onda verde

Murphy e la sua legge questo pomeriggio non ci hanno fanno neanche un baffo. E infatti usciamo dall’incontro con passo leggero, come di chi ha trovato tutte le risposte; hai presente quando ti si dispiega davanti, del tutto inaspettata, l’onda verde dei semafori? Ecco: tutto liscio, che non pare neanche vero.
Siamo arrivati qui sospinti dall’esigenza di risolvere un problema molto concreto, sollecitati – come spesso accade – da uno dei tanti vincoli o richieste postdatate delle istituzioni con le quali lavoriamo. Capita, infatti, di avviare un servizio, un’attività e scoprire solo più tardi che ci sono richieste non esplicitate prima, pedanti adempimenti, vincoli burocratici, obblighi aggiuntivi a cui devi rispondere entro ieri, o l’altro ieri.

giovedì 11 gennaio 2018

Indovina chi viene a pranzo


“E’ un paese piccolo, cosa vuoi farci? A volte succede”. La prende bene Fabio, il volontario della Caritas che ha costruito con noi il percorso. Tutto sommato la prendiamo bene anche noi, soprattutto perché c’è poco da fare; effettivamente è un paese piccolo, mica siamo a Milano.
Ricordo che questa riflessione sul piccolo centro e sulle sue dinamiche l’abbiamo fatta anche al principio di tutto, quando la parrocchia locale non riusciva a trovare un immobile da mettere a disposizione dell’accoglienza diffusa per i richiedenti asilo. Capita, infatti, che le comunità locali non abbiano in proprietà appartamenti liberi e che i parrocchiani – nonostante gli accorati appelli dal pulpito - non si facciano avanti. Succede, soprattutto nei centri abitati di poche migliaia di anime, lontano dall’anonimato dell’hinterland, dove tutti si conoscono e il “rispetto umano” sovente prevale sul coraggio di esporsi, di metterci la faccia; e la seconda casa.