29 giugno 2017

Sconfinati

Davanti a loro, in ordine sparso, una tenda di quelle che si montano in un amen, un fornelletto da campo, una borsa sportiva, un salvagente arancione. Tutto qui. E, per sostenere il racconto, una presa da 220w e un telo da proiezione su cui far scorrere le immagini girate durante una missione sulla rotta balcanica. Sergio Malacrida e Alessandro Comino non hanno bisogno di effetti speciali per dare vita a questa serata sospesa tra teatro, racconto e reportage. Una serata di spettacolo e condivisione che vale la pena vedere una volta, per toccare da vicino e, soprattutto, farsi toccare dalle dinamiche del mondo, quelle che portano la gente a muoversi, a lasciare il proprio Paese.

16 giugno 2017

Intercessione

Ci sto riflettendo sopra da un po’, perché mi sembra una chiave di lettura di molte situazioni e circostanze differenti tra loro. In sintesi, suona così: l’educatore, e più in generale l’operatore sociale, è sempre di più chiamato a mettersi in mezzo, a occupare una posizione mediana tra forze opposte e poco conciliabili. E’ ancora un concetto vago nella mia mente, un po’ nebbioso; ma ho ritrovato una riflessione di Carlo Maria Martini che può esprimere in modo molto efficace questa percezione.

7 giugno 2017

Tommy e gli altri


Terminati i titoli di coda, ti rimane dentro un turbinio di sentimenti che fanno a botte tra loro. Si azzuffano confusi e incarogniti. Perché tutto si può dire di “Tommy e gli altri”, il film realizzato dal giornalista Gianluca Nicoletti, tranne che non sia un bel pugno nello stomaco. Nella pancia dello spettatore, ma soprattutto in quella del nostro Paese, familista e improvvisatore.

28 maggio 2017

Ma ce la fai?

L’idea è circolata per un po’ sotto traccia: dotarci di uno strumento – un questionario? un test? – per misurare la vulnerabilità che ciascuno di noi, chi più chi meno, sperimenta nella propria vita quotidiana. Parliamo di quella fragilità sociale che porta molte famiglie e individui a scivolare, da una vita compensata e regolare, verso la precarietà e infine nella condizione di povertà. Spesso a innescare questa discesa, più o meno rapida, è uno dei life events che possono piombare tra capo e collo: la perdita del lavoro, una malattia, l’appesantirsi dei carichi di cura in famiglia, la separazione della coppia. Ma gli eventi della vita possono colpire ancora più duramente quando la nostra rete sociale è debole, senza sostanza; quando attorno a noi si fa il vuoto di relazione, ecco che siamo molto più vulnerabili: domandare diventa un peso, il pudore e la vergogna rischiano di prevalere e di paralizzare le nostre residue energie.

3 maggio 2017

Tendenze

Li ho incontrati due volte, sempre insieme. Mi par di capire che facciano coppia, nella vita e nella loro avventura professionale, avviata solo qualche mese fa. La prima volta erano in ritardo e hanno bucato la riunione - ma avevano avvisato - e ho fatto la loro conoscenza proprio sul cancello d’uscita, mentre il freddo ci mordeva le gambe.
Mi hanno subito colpito per la grande passione con la quale parlavano della loro associazione, nata pochi mesi fa e già composta da quaranta soci e settantadue volontari. In quell’occasione mi hanno snocciolato i loro obiettivi e il desiderio vivo di dar vita a esperienze di accoglienza che vadano “al di là dell’assistenzialismo tutto italiano” e che si possano porre anche come “occasioni di business”.

11 aprile 2017

Poi vennero gli italiani

L’altra sera, con un gruppo di associazioni cittadine, abbiamo presentato il libro di Mattia Civico “Badheea – Dalla Siria in Italia con il corridoio umanitario”. Insieme all’autore, a riflettere insieme sulla realtà dei profughi siriani e sullo strumento dei corridoi, anche Fabio Corazzina di Pax Christi e Stefano Pasta della Comunità di Sant’Egidio.
Chi è Badheea? E’ una donna siriana, vedova, madre di nove figli e nonna di venti nipoti, costretta a scappare dalla guerra che ha sconvolto la sua città, Homs, nel nord del Paese. Scappa perché “non volevamo ammazzare né volevamo essere ammazzati”, ma si ritrova in un campo profughi del Libano, senza prospettive di ritorno in patria, perseguitata dalle autorità libanesi che guardano di pessimo occhio il milione e mezzo di profughi siriani accampati in ogni dove nella terra dei cedri.

4 aprile 2017

Cercando i pelati


C’è un aspetto che talvolta si dimentica, quando si pensa ai servizi di assistenza. Eppure è l’elemento senza il quale tutto diventa meno sensato; utile, ma senza sugo. Sono le relazioni sociali, i legami di prossimità che possiamo generare intenzionalmente quando animiamo un luogo che “eroga” prestazioni e servizi assistenziali. Sì, ovvio, se ci si pensa sopra un attimo. Ma non così scontato quando, nei fatti, si viene trascinati dalla quotidianità, quando le prassi si induriscono in procedure, quando il numero costringe a lavorare in serie. Conosco mense per i poveri che sono delle catene di montaggio, nelle quali l’operatività, la prestazionalità ha prevalso sullo spazio della relazione vera, mangiandosi il tempo e la pazienza che invece sarebbero necessarie. Conosco pure storici volontari che covano ormai un sordo disprezzo nei confronti delle persone alle quali si dedicano.

16 marzo 2017

A bordo ring


Il salone è molto ampio, a occhio e croce un antico fienile ristrutturato per fungere da sala della comunità. Insomma, questa sera c’è posto per tutti. In programma l’incontro dei fedeli della parrocchia per illustrare il progetto di accoglienza di richiedenti asilo che il parroco e il consiglio pastorale hanno deciso di realizzare. Ci capita spesso, in questi mesi. Io e Luca cominciamo ad assomigliare a una compagnia di giro; il programma in cartellone è infatti più o meno sempre lo stesso: cause e morfologia delle migrazioni, politiche e sistemi d’accoglienza in Italia, la proposta dell’accoglienza diffusa di Caritas, aspetti pratici e organizzativi. Poi dibattito e domande di chiarimento; via libera anche ai dubbi e alle incertezze che queste proposte generano pur nel vivo degli ambienti ecclesiali. Perché ci sono, eccome, le paure e le perplessità. Anche se l’invito ad aprire le porte è disceso direttamente dal Papa.