15 settembre 2016

Ai box

I
l corsello dei box, soprattutto nei complessi di grandi dimensioni, può diventare il luogo più significativo dei ritmi e delle dinamiche della vita condominiale. E’ la terra di nessuno nella quale inevitabilmente il nostro privato lampeggia e si affaccia su quello degli altri; in cui talvolta maturano furiosi litigi per parcheggi abusivi o per attività non consentite dal regolamento. Ma al contempo, è la terra di mezzo in cui scopriamo con stupore, all’esordio della bella stagione, quanto siano cresciuti i figli dei vicini; e può essere il luogo dell’incontro, se solo ci concediamo qualche minuto in più. Proprio come stasera, quando dalla porta dirimpetto alla mia spuntano Gilberto e Ada.

26 agosto 2016

Border line

Anche questa mattina è al suo posto, sulle panchine nella grande hall del supermercato. Di solito scruta tutti i clienti in arrivo, con lo sguardo indolente di una guardia giurata; ma la scorsa notte la pioggia deve aver fatto troppo rumore. E allora adesso dorme, sereno, con la testa reclinata sulla mano destra. Come se fosse a casa propria.

E in effetti è un po’ la sua casa, questo superstore: Sergio infatti passa qui quasi tutta la sua giornata, il primo a entrare e l’ultimo ad andarsene. Impossibile non notarlo.

27 luglio 2016

Super Sprar


Possono passare quindici anni senza che quasi nessuno si occupi di te. Sì, insomma, nessuna richiesta per un’intervista, solo fugaci e periferiche comparse sulla stampa locale per qualche iniziativa altrettanto locale e puntuale. Poi, un giorno, si fa vivo un videomaker disponibile a produrre gratuitamente un video sull’esperienza che stai conducendo.
Perché No? Quale migliore occasione per celebrare i primi tre lustri del progetto Sprar? Così nasce, quasi per caso, “Vicini di casa venuti da lontano”, il corto che ha segnato il record di visualizzazioni sulla pagina facebook della cooperativa sociale che gestisce il centro. Un cortometraggio molto semplice, ma decisamente efficace nel rappresentare il clima, gli obiettivi e soprattutto le vicende che s’intrecciano in un centro d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo della provincia di Varese. In sette minuti  scorrono le immagini della quotidianità: il risveglio mattutino, il corso d’italiano, il pranzo insieme.

5 luglio 2016

Piccola lezione di idraulica


San Martino spunta ovunque. Letteralmente. E’ il santo patrono della parrocchia e della piccola città, a lui è intitolata la piazza principale e una Fiera che si svolge da quel dì: "Ivi si fa fiera il giorno di San Martino di ogni sorta de merci et robba cibaria ogni anno”, recita una fonte del 1680.
E infatti eccolo anche qui, in un bellissimo e vasto bassorilievo in cotto, proprio sopra quella che una volta era la porta d’accesso dell’antica cascina. Oggi le trasformazioni urbanistiche hanno relegato quest’opera d’arte sul retro del fabbricato e in macchina non ci puoi arrivare; è una visione riservata a chi, a piedi, riprende la strada vicinale sterrata. Giri l’angolo e ti sovrasta la classica iconografia: il santo soldato a cavallo, con la spada sguainata che pare travolgere il povero mendicante steso per terra. E invece l’arma serve a tagliare a metà il mantello. E a cambiare vita.

13 giugno 2016

Posare la pietra


Mi piace utilizzare i social network per seguire, da lontano, il cammino di molte persone che ho conosciuto come “utenti” della comunità terapeutica. E’ bello vedere quanto siano ormai distanti dagli individui che erano un tempo, oppressi da alcol e/o tossico-dipendenze; tornano fuori interessi personali, passioni, impegni professionali. Fioriscono nuove amicizie e nuovi amori. Facebook, da questo punto di vista, è micidiale: basta una foto con il nuovo compagno (o compagna) di vita e ti ritrovi a pensare a quanto lungo e difficile sia stato il lavorio che ciascuno ha dovuto fare su di sé. Nel giro di pochi secondi puoi rivederti davanti agli occhi il “film” girato in comunità: gli alti e i bassi, le resistenze, i traguardi, le relazioni profonde che la coabitazione – e la condivisione – riescono a generare.

25 maggio 2016

Voltare pagina

Si avvicina l’estate e l’accoglienza dei profughi nel nostro Paese, si sta facendo - se possibile - più caotica e paradossale che mai. Come se l’emergenza fosse una categoria mentale, entrata a forza nei nostri cervelli, prima ancora di essere una realtà dei fatti.

10 maggio 2016

Effetto bancomat


Sul punto sono tutti d’accordo, attorno a questo grande tavolo: talvolta, diciamo non raramente, si sentono trattati come dei bancomat. Macchine, insomma, che sono in grado di dare la risposta desiderata se solo possiedi una tessera magnetica e sai digitare i numeri giusti sulla tastiera. Tutto qui. E non deve essere una gran bella sensazione. Altro che professionalità, colloqui motivazionali, valutazioni multidisciplinari; quando si è sul fronte del contrasto alla povertà, si rischia di essere relegati al ruolo di emettitori “automatici” di banconote.  

26 aprile 2016

Dopo mille curriculum

Raro, ma può accadere. Sono qui, seduto in semicerchio con i rappresentanti delle associazioni e dei gruppi locali che periodicamente si ritrovano attorno a iniziative concrete in favore dei propri concittadini. C’è un po’ di tutto: l’università della terza età e la Caritas, l’associazione dei genitori delle scuole  e i volontari che accompagnano gratuitamente gli anziani e i malati nei luoghi di cura, la cooperative che gestisce un centro diurno per persone con disabilità. Il clima è disteso e si sta facendo il punto di alcune iniziative avviate insieme da qualche mese: un percorso per persone che hanno perso il lavoro, i gruppi di parola per bambini e ragazzi di coppie separate, una ricerca sui bisogni delle persone anziane che vivono sole nella propria casa. Non si tratta di iniziative di singole realtà associative, ma di progetti concepiti e costruiti proprio dentro questa rete in un orizzonte comunitario più diffuso, nel quale ciascuno mette un pezzo di sé: una competenza particolare, i contatti della base associativa, alcune risorse economiche aggiuntive.